LA STORIA

MARCO ROVEDA

Il pioniere del biologico

Marco Roveda nasce nel cuore di Milano, a Porta Romana, nel 1951, figlio di un negoziante di tessuti e confezioni. La sua carriera scolastica oscilla tra l’amore per la ricerca teorica e quello per la realizzazione pratica. Si iscrive al liceo scientifico, ma poi si diploma come geometra, si iscrive alla facoltà di biologia, ma è l’interesse per l’architettura che lo spinge alle prime realizzazioni professionali.

Fonda a vent’anni una impresa di costruzioni per lavori conto terzi e due anni più tardi, ne costituisce una seconda per costruire in proprio. Marco Roveda ha 22 anni e si ritrova già titolare di due imprese edili con decine di operai.

L’impegno nel lavoro porta a Marco una discreta ricchezza, coerentemente con la filosofia di vita trasmessagli dal “sistema”: “Studia che poi lavori, lavora che poi guadagna, guadagna che poi sei felice”.

A questo punto, folgorante, una rivelazione: i soldi non portano la felicità, portano solo, al massimo, la comodità. Non è questo che Marco vuole dalla vita, vuole di più. Vuole qualcosa che gli dia veramente la felicità e capisce che la ricchezza materiale da sola non potrà mai veramente realizzarlo.

Chiude le imprese e parte in esplorazione. E’ una esplorazione condotta su strade interiori e su strade materiali, che nel 1978 approda a Carona, un piccolo paese del Canton Ticino. Qui, si confronta con una vita a più stretto contatto con la natura, riscoprendo gli antichi ritmi legati alla terra, facendo il fieno, tagliando la legna, dedicandosi esclusivamente ad attività manuali lasciando così spazio ai pensieri e conoscendo i principi dell’agricoltura biodinamica. Si delinea così anche una nuova direzione interiore, e la meta diventa ora “vivere secondo coscienza”, riconoscendo l’importanza dei valori spirituali nella vita quotidiana: l’amicizia, l’amore, il rispetto per la natura, la responsabilità sociale e l’impegno nei confronti del mondo in cui viviamo.

Nel 1981 matura un altro grande passo. Marco torna in Italia e decide di vivere definitivamente a contatto con la natura. Cerca una fattoria vicino al luogo delle sue origini, dove si affondano le sue radici, dove vicino ci sono i vecchi amici, i parenti, gli affetti. A nord di Milano e si stabilisce ad Anzano del Parco. Qui avvia un’azienda agricola biodinamica con un ecosistema chiuso in grado di provvedere a tutte le necessità: dalla coltivazione del foraggio, all’allevamento delle mucche, alla produzione delle sementi per la semina successiva. Dal desiderio di valorizzare la peculiarità di un latte prodotto in tale contesto e non essendoci una possibile collocazione nel mercato, nasce l’esigenza di crearlo e quindi l’idea di trasformarlo in yogurt, uno yogurt biologico e biodinamico, il primo dolce e cremoso mai realizzato. Nel 1986 fonda Fattoria Scaldasole, che trova un immediato consenso, in un momento in cui la consapevolezza delle problematiche ambientali e dei rischi connessi all’uso dei pesticidi iniziano a diffondersi.

Fattoria Scaldasole cresce rapidamente ampliando la gamma dei suoi prodotti ed realizzando per prima praticamente tutto quello che di nuovo è stato fatto nel settore dello yogurt sino ai giorni nostri. Inventa inoltre il modo di produrre le spremute di arance fresche, creando così anche questo nuovo mercato.

Sessantamila aziende produttrici e trasformatrici seguendo il successo di Scaldasole creano insieme ad essa il nuovo mercato del biologico italiano ed offrono un contributo determinante alla trasformazione del panorama agricolo, che dall’ultimo posto conquista le vette delle classifiche europee per il numero di ettari coltivati biologicamente, dimostrando che “si può fare business rispettando la natura e diffondendo attenzione al prodotto biologico”.

Ai primi degli anni ’90, lanciando una nuova moda e vincendo tutti i premi delle pubblicità dell’anno, è il primo imprenditore che pubblicizza in televisione il suo prodotto

Nel 1997, Marco Roveda riceve dalla Camera di Commercio di Milano ed Ernst & Young il premio di Imprenditore dell’anno per la categoria “Qualità della vita

Nel 1998 Marco Roveda vende Fattoria Scaldasole alla Plasmon, non perché la miglior offerente ma per la ragione che era l’unica azienda fornitrice di garanzie per una continuità della diffusione del biologico.

Eccolo pronto per un altro salto di qualità. Non è più solo la diffusione di un prodotto biologico che adesso interessa a Marco Roveda, ma la diffusione del concetto stesso di qualità della vita, per indurre anche altri a una riflessione ed alla scoperta dei valori della coscienza, si già insiti in ognuno, ma spesso trascurati.

Nel 2000 fonda LifeGate, un progetto multimediale, un centro di aggregazione, un punto di riferimento per il mondo socioculturale. L’attività inizia con LifeGate Radio, sul web ed in Lombardia 105.1, una frequenza di sola musica raffinata, creata con e poi diretta dal figlio Enea; con il portale https://www.lifegate.it/persone  in meno di tre anni di attività raccoglie più di 7000 articoli su alimentazione, salute, ambiente, ricerca esistenziale, includendo filosofia, psicologia, meditazione, ecc; diventa il punto di riferimento del Sostenibile e che oggi può contare una community di oltre 6 milioni di persone in forte crescita.

L’obiettivo è quello di diffondere consapevolezza e di creare un punto di riferimento comune per tutte le realtà operanti nel settore dell’alimentazione biologica, della salute olistica, della salvaguardia ambientale, della ricerca interiore. Aggregare le persone che hanno già allineato la loro vita ai valori ed agli ideali, promuovendoli come nuovi opinion leader e modelli di riferimento.

Nel 2004 per definire ulteriormente il suo messaggio Marco Roveda scrive un libro, Perché ce la faremo (ed. Ponte alle Grazie), in cui, a partire da una analisi della realtà in cui viviamo e da una profonda riflessione sui reali bisogni dell’individuo, addita… la via per la felicità: Il cambiamento dalla civiltà dei consumi alla civiltà dei valori. (ti ho allegato il file dovresti trasformarlo in un pdf che dovremmo far in modo che possano scaricarlo)

Nel 2008 è stato giudicato  vincitore per l’Italia del premio “SocialEntrepreneur of the Year” e insignito dell’altissimo riconoscimento dalla Schwab Foundation for Social Entrepreneurship.

Fondata dal presidente del World Economic Forum, Klaus Schwab, la fondazione raggruppa i centoventi migliori imprenditori sociali del mondo (di cui solo due italiani). Per gli imprenditori di tutto il mondo è una piattaforma comune per il riconoscimento delle innovazioni sociali. Del suo consiglio di amministrazione fanno parte, oltre a Klaus e Hilde Schwab, il premio Nobel per la pace Muhammad Yunus, lo scrittore Paulo Coelho, Quincy Jones, la First Lady sudafricana Zanele Mbeki.

Cinque, i criteri di selezione per il premio. Innovazione, che vuol dire trasformare la società con strumenti, metodi nuovi. Sostenibilità, cioè capacità di autoalimentarsi, orientando i profitti verso il cambiamento. Impatto sociale diretto, quantificabile e documentato. Espansione, l’aver superato i confini iniziali. E infine replicabilità internazionale: chance di esportare il modello in altri paesi del mondo.

In ognuna delle 30 nazioni censite è stata identificata una figura imprenditoriale di riferimento.

“Emozionante? ha commentato Marco Roveda – aver conosciuto oltre cento imprenditori dell’anno, di trenta nazioni diverse. L’atmosfera era speciale, mi sono commosso poi quando ho conosciuto chi, come noi, lavora per diffondere consapevolezza non combattendo gli effetti bensì la causa. Come? Diffondendo coscienza”.

Nel 2010 è nominato rappresentante per l’Italia del Worldshift Council on the G-20 https://www.lifegate.it/imprese/news/speciale_ws20

Nel 2011 scrive  “La Felicità nel cambiamento”  con Ervin Laszlo in collaborazione con alcuni dei più importanti pensatori e Premi Nobel contemporanei. Scaricalo da qui.

Ed ora eccolo rientrare nell’alimentare con un nuovo sogno nel cassetto, dopo il biologico desidera lanciare il concetto di TOTAL QUALITY! Dove biologico è solo uno dei cinque elementi che costituiscono il prodotto perfetto.